Il recente incontro del G7 Cybersecurity Working Group, tenutosi il 27 maggio 2026, ha ridefinito l’agenda globale della sicurezza informatica, con un focus senza precedenti sulle piccole e medie imprese (PMI). Tra le quattro priorità indicate figurano la crittografia post-quantistica, la gestione dei rischi legati all’intelligenza artificiale, la resilienza delle telecomunicazioni e la protezione delle PMI, tradizionalmente l’anello debole della catena di sicurezza.

Le PMI sono chiamate ad adottare un approccio “secure by design”, integrando la sicurezza fin dalla progettazione dei propri processi e prodotti. Anche i fornitori tecnologici devono garantire trasparenza e resilienza, riducendo il rischio sistemico e aumentando la fiducia nel mercato. In questo contesto, la Direttiva NIS2 dell’Unione Europea fornisce un quadro chiaro di obblighi per rafforzare la cybersecurity sia delle PMI sia dei fornitori tecnologici critici, richiedendo l’implementazione di misure tecniche e organizzative proporzionate ai rischi e la definizione di piani di gestione degli incidenti.

Per le imprese italiane, l’allineamento con le priorità G7 significa accelerare la convergenza normativa e rafforzare la sicurezza operativa. Il messaggio è chiaro: la protezione delle PMI non è più un’opzione, ma una responsabilità urgente per garantire la continuità dei servizi, la fiducia dei clienti e la competitività a livello globale. La dichiarazione G7 rappresenta un invito concreto a trasformare la cybersecurity in un vantaggio strategico per tutte le aziende.