La versione aggiornata del Registro pubblico delle opposizioni (Rpo) ha ottenuto il parere favorevole del Garante della privacy. Il Registo delle opposizioni è il servizio che permette di opporsi all’utilizzo per finalità pubblicitarie dei propri numeri di telefono. L’Autorità, ha però chiesto di precisare che le nuove regole valgono soltanto per il telemarketing effettuato tramite operatore. Questo perché le comunicazioni di marketing automatizzate non possono in nessun caso effettuarsi senza il consenso esplicito dell’interessato.

Lo schema di regolamento del Registro pubblico delle opposizioni presentato dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) dà attuazione alla riforma che prevede la possibilità di iscrivere nel Registro tutte le numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili, che siano o meno riportate negli elenchi.

La versione che qui consideriamo recepisce le indicazioni rese dal Garante nel precedente parere sull’Rpo del 2019. Vengono inoltre considerati i rilievi precedentemente avanzati dal Consiglio di Stato, dall’Agcom, dal Ministro per la Pa e da quello per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Questo e recepisce, pressoché integralmente, le indicazioni rese dal Garante nel precedente parere sull’Rpo del 2019.

Il Garante privacy ha chiesto però di correggere il testo laddove individua, tra gli ambiti di applicazione del regolamento, i trattamenti di dati effettuati tramite “l’impiego del telefono”. Esiste, a tal proposito, un precedente parere sul telemarketing che restringe la necessità del consenso solo ai trattamenti effettuati “mediante operatore umano con l’impiego del telefono”.

L’articolo 130 del Codice Privacy disciplina tutte le comunicazioni indesiderate e distingue tra le comunicazioni effettuate con modalità automatizzate e le comunicazioni con l’intervento dell’operatore. Pertanto, il Garante sottolinea che, ad ora, non è giuridicamente corretto estendere l’ambito dell’Rpo anche alle comunicazioni automatizzate. Queste ultime, infatti, prevedono sempre il consenso dell’interessato per il loro carattere intrinsecamente invasivo.

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