Secondo le recenti raccomandazioni dell’European Data Protection Board (EDPB), una piattaforma di e-commerce non può obbligare l’utente a registrarsi per completare un acquisto online senza una valida giustificazione giuridica ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

Questa posizione nasce dalla crescente diffusione di siti che richiedono la creazione di un account cliente come prerequisito per qualsiasi ordine, pratica spesso motivata da esigenze commerciali piuttosto che da una reale necessità normativa. Secondo il Board, tale scelta amplifica i rischi per i diritti e le libertà degli utenti, comportando una raccolta eccessiva di dati personali, una conservazione prolungata di informazioni e una maggiore esposizione a vulnerabilità di sicurezza.

L’EDPB chiarisce che l’imposizione di un account può essere giustificata solo in casi specifici, ad esempio quando si vendono servizi in abbonamento o si offrono contenuti riservati a comunità chiuse. Tuttavia, per acquisti “una tantum” o transazioni occasionali, i dati indispensabili alla gestione dell’ordine possono essere raccolti anche tramite il cosiddetto guest checkout, ossia l’acquisto senza registrazione. Questa opzione è considerata tecnicamente praticabile e più rispettosa del principio di privacy by design and by default sancito dall’art. 25 del GDPR.

Implementare il guest checkout non solo favorisce la conformità normativa, ma può anche migliorare l’esperienza del cliente riducendo attriti e abbandoni di carrello, rafforzando al contempo la fiducia degli utenti nella protezione dei loro dati.

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