Condividiamo il  il documento “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa” elaborato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) – area “Compliance e modelli organizzativi delle imprese”.
Il documento approfondisce i principali reati informatici rilevanti ai fini del Dlgs. 231/2001, i profili organizzativi connessi all’integrazione del rischio cyber nei sistemi di compliance aziendale e il ruolo dell’Organismo di Vigilanza, anche alla luce dell’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sui sistemi di controllo. Particolare attenzione è dedicata, inoltre, alla mappatura dei rischi e delle aree sensibili, all’aggiornamento dei protocolli e dei Codici Etici, alla formazione del personale e alle best practices in materia di cybersecurity.
Il documento, ancora, mira a sottolineare che gli amministratori devono rispondere di «adeguati assetti organizzativi», il che include l’adozione di un’infrastruttura IT sicura: le omissioni in materia di cybersecurity, pertanto, espongono gli amministratori a responsabilità civili e/o penali, a seconda della gravità del caso. L’Organismo di vigilanza è tenuto, ovviamente, a verificare l’effettiva adeguatezza dei sistemi di sicurezza e dei flussi informativi.