Dall’11 settembre 2026 è scattata una prima importante fase applicativa del Cyber Resilience Act – Regolamento (UE) 2024/2847 (CRA), con l’operatività degli obblighi di segnalazione delle vulnerabilità attivamente sfruttate e degli incidenti gravi riguardanti i prodotti con elementi digitali.
Il CRA introduce un principio destinato ad avere un forte impatto anche sul settore industriale: la cybersicurezza deve essere considerata fin dalla progettazione del prodotto e durante il suo ciclo di vita.
Il collegamento con il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, applicabile in via generale dal 20 gennaio 2027, è particolarmente rilevante.
Le moderne macchine industriali sono infatti sempre più frequentemente dotate di PLC, software, sistemi di controllo, interfacce HMI, connessioni Ethernet o Wi-Fi, sistemi di teleassistenza e collegamenti a reti aziendali o servizi cloud. Un attacco informatico o una modifica non autorizzata del software può quindi trasformarsi in un vero e proprio rischio per la sicurezza della macchina e degli operatori.
Il Regolamento Macchine affronta espressamente questo problema, richiedendo protezione contro la corruzione accidentale o intenzionale di hardware, software e dati rilevanti per la sicurezza e prevedendo che i sistemi di comando resistano, ove pertinente, anche a tentativi dolosi ragionevolmente prevedibili.
CRA e Regolamento Macchine devono quindi essere letti in modo coordinato: la cybersecurity non è più soltanto una questione informatica, ma può diventare parte integrante della valutazione dei rischi e della conformità CE della macchina.
Per i fabbricanti è opportuno iniziare fin d’ora a verificare accessi remoti, aggiornamenti software, credenziali, vulnerabilità, registrazione delle modifiche e protezione dei sistemi di comando.
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