Chi opera presso associazioni di volontariato deve impiegare ed utilizzare attrezzature che rispettino specifici requisiti di sicurezza e che vengano manutenute correttamente durante il proprio ciclo di vita.

Gli aspetti fondamentali del “ciclo vita” di una attrezzatura all’interno di una associazione di volontariato sono:

  1. l’individuazione, l’acquisto e la messa in servizio dell’attrezzatura con la successiva dismissione e/o vendita;
  2. la gestione delle macchine per il mantenimento dei requisiti di sicurezza nel tempo;
  3. l’informazione, la formazione e l’addestramento dell’operatore;
  4. le indicazioni per l’uso delle attrezzature.

Durante le attività svolte nell’ambito di scenari di rischio di protezione civile come definiti dal DM 13/04/2011, il volontario è equiparato al lavoratore, per quanto concerne gli obblighi di formazione, informazione, addestramento, controllo sanitario, sorveglianza sanitaria e dotazione di dispositivi di protezione individuali. In tale circostanza il legale rappresentante dell’associazione acquisirebbe anche lo status di datore di lavoro.

Il legale rappresentante dell’associazione (che può essere anche datore di lavoro), come acquirente, può incorrere nell’erronea convinzione di pensare che un prodotto marcato CE sia sempre sicuro.

Il legale rappresentante dell’associazione a maggior ragione quando riveste lo status di datore di lavoro, pur non dovendosi (potendosi) sostituire al fabbricante dovrà valutare, prima della messa in uso dell’attrezzatura stessa, che sia priva dei cosiddetti vizi palesi, cioè quelle carenze che palesemente si manifestano in sede di utilizzo”.

Inoltre, “sia che la scelta ricada su una attrezzatura nuova che su una usata e/o ricondizionata”, è opportuno che il vertice dell’associazione “tenga conto non solo della tipologia del lavoro da svolgere, ma anche delle esigenze in termini di salute e sicurezza necessarie a tutelare gli utilizzatori, individuando e valutando:

  • le caratteristiche tecniche e prestazionali necessarie che deve possedere l’attrezzatura;
  • l’affidabilità e professionalità del venditore anche attraverso la presenza di certificazioni di qualità;
  • la presenza della documentazione della marchiatura CE e quella fornita dal costruttore quale il manuale d’uso e manutenzione, la dichiarazione di conformità;
  • la corrispondenza dell’attrezzatura consegnata ai dati di targa, modello;
  • la documentazione relativa a verifiche da effettuare nella fase di installazione e messa in servizio”.

E dovranno essere predisposti prima dell’utilizzo, l’attuazione di procedure operative e/o di manutenzione e l’organizzazione di specifici incontri di formazione/informazione e addestramento.

Un ulteriore caso particolare, ma frequente, “accade nelle attività di protezione civile dove le attrezzature possono essere utilizzate da volontari/ dipendenti di associazioni diverse da quelle che ne sono proprietarie. Si configura in questo caso una fattispecie di concessione di uso di fatto, in cui il legale rappresentante dell’associazione concedente (ndr comodante) le attrezzature debba garantire che queste siano conformi ai requisiti di sicurezza, e provvedere alla messa a disposizione della documentazione pertinente, nonché attestare, nel caso di attrezzature marchiate CE, il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini di sicurezza”.

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