Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 5 agosto 2026, ha approvato in via definitiva due decreti legislativi destinati ad adeguare l’ordinamento italiano al Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act.
I provvedimenti intervengono su diversi aspetti rilevanti connessi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, tra cui:
- l’impiego dell’IA nelle attività di polizia;
- il riconoscimento biometrico e la videosorveglianza;
- le responsabilità civili e penali collegate all’utilizzo dei sistemi di IA;
- l’individuazione delle autorità nazionali competenti;
- la formazione delle persone che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale;
- l’utilizzo dell’IA nei rapporti di lavoro;
- le decisioni automatizzate che possono produrre effetti negativi sulle persone.
Decisioni automatizzate: resta necessario l’intervento umano
Uno degli aspetti centrali riguarda il principio secondo cui le decisioni suscettibili di produrre conseguenze negative per le persone, compresi i lavoratori, non potranno dipendere esclusivamente da un algoritmo.
Dovranno pertanto essere assicurati adeguati meccanismi di sorveglianza umana, controllo e attribuzione delle responsabilità agli operatori coinvolti.
Questo principio assume particolare rilievo, ad esempio, nell’impiego di sistemi di IA per:
- selezione e valutazione del personale;
- assegnazione di mansioni;
- misurazione delle prestazioni;
- adozione di provvedimenti disciplinari;
- accesso a servizi o benefici;
- classificazione e profilazione delle persone.
Autorità nazionali e sistema dei controlli
I decreti delineano anche il sistema italiano di vigilanza e controllo, prevedendo, in particolare:
- il ruolo dell’Agenzia per l’Italia Digitale – AgID quale autorità di notifica;
- il ruolo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale – ACN nelle attività di vigilanza;
- il coordinamento con il Garante per la protezione dei dati personali;
- l’introduzione di strumenti di sperimentazione controllata;
- un finanziamento di 100 milioni di euro destinato alla formazione;
- l’introduzione di nuove disposizioni di carattere penale, tra cui il nuovo articolo 437-bis.
Durante l’iter di approvazione sono state inoltre apportate modifiche agli schemi iniziali, soprattutto in materia di videosorveglianza, dati biometrici, competenze delle Regioni e poteri del Garante.
Cosa significa per le imprese
L’approvazione dei decreti conferma la necessità, per le organizzazioni che sviluppano, acquistano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, di predisporre un sistema interno di governo dell’IA.
In particolare, le imprese dovranno progressivamente:
- censire i sistemi di IA utilizzati nei diversi processi aziendali;
- individuare le finalità per le quali vengono impiegati;
- verificare il livello di rischio associato a ciascun sistema;
- definire ruoli, responsabilità e modalità di supervisione umana;
- evitare che decisioni rilevanti siano assunte esclusivamente mediante processi automatizzati;
- formare adeguatamente lavoratori, responsabili e utilizzatori;
- adottare regole per l’utilizzo sicuro e responsabile degli strumenti di IA;
- verificare gli impatti sulla protezione dei dati personali, sulla cybersicurezza e sui diritti dei lavoratori;
- conservare evidenze delle verifiche e delle decisioni adottate;
- aggiornare, ove necessario, procedure aziendali, informative, regolamenti interni e Modelli organizzativi ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
I prossimi passi
L’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri rappresenta un passaggio fondamentale del percorso di adeguamento nazionale all’AI Act.
Sarà ora necessario esaminare i testi definitivi dei decreti e la relativa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, così da verificare nel dettaglio:
- le disposizioni applicabili alle imprese;
- le competenze attribuite alle autorità;
- il sistema sanzionatorio;
- le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti;
- le eventuali scadenze e misure transitorie.
MIZAR S.r.l. continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e potrà supportare le imprese nel censimento dei sistemi di IA, nella valutazione dei rischi, nella predisposizione delle procedure interne e nella formazione del personale prevista dall’articolo 4 dell’AI Act.
La presente comunicazione ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce l’esame delle disposizioni normative applicabili alla singola organizzazione.
